c'è fotografia e fotografia

quella con bei colori autunnali


seguita da tante altre di diversa tipologia;

poi c'è quella con un signore a pantaloni calati in una via di un centro storico di una metropoli.


La prima ripetibile (magari anche con migliorie) da chiunque (basta recarsi lì e scattare); la seconda irripetibile nella spontaneità (riuscita per una scena presentatasi casualmente mentre si scattava con un intento diverso), alla quale ben si sposa l'aforisma:


che figata la fotografia

quando ti racconta l'attimo di un film

lasciando a te la sceneggiatura

di quanto avvenuto prima

e di ciò che avverrà dopo.


Quale preferire tra le due? Dipende dall'osservatore.


Se, però, la pubblicazione delle fotografie avviene sui social (in particolare sui gruppi facebook) tutto 'sto ragionamento va a farsi fott... ehn... no 'spè... ...lascia il tempo che trova: lì, sui gruppi, subentrano altre logiche, contaminate da amicizia, inimicizia, personalismi, presunti messaggi reconditi,... lì non si guarda la fotografia per quella che è.


Ecco perchè, per chi fa fotografia, pubblicare fotografie su facebook è un'inutile e fastidiosa perdita di tempo.


A.M.M.A.

(A Mio Modesto Avviso)

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